Bioprojet Italia - Allergologia

ALLERGOLOGIA

Rispetto al passato, oggi le malattie allergiche sono più frequenti e, grazie a strumenti di diagnosi più precisi, vengono anche individuate più spesso. L’anafilassi è la manifestazione acuta più grave dell’allergia, specie se si presenta come shock anafilattico, e può essere provocata da qualsiasi allergene, con un rischio particolarmente elevato di reazioni a: alimenti, veleno di imenotteri e farmaci. Esistono poi reazioni anafilattiche indotte da altri meccanismi, come quelle da inteso esercizio fisico o da esposizione a temperature estreme. I segni e i sintomi dell’anafilassi possono manifestarsi a carico di diversi organi e apparati, fino a coinvolgere tutto l’organismo. Di solito, la sua prima manifestazione interessa la pelle, ma molto frequenti e più a rischio, sono i coinvolgimenti di cuore e vasi sanguigni e dell’apparato respiratorio. La velocità di comparsa e di aggravamento dei sintomi è un indice dell’andamento della risposta anafilattica, che comunque di solito si manifesta nel giro di minuti e si risolve, se gestita correttamente, in alcune ore.

Le maggiori Società Scientifiche internazionali pubblicano, aggiornandole periodicamente, Linee Guida per la gestione dell’anafilassi, nelle quali evidenziano la necessità, per le persone a rischio di sviluppare questo quadro, di portare sempre con sé gli autoiniettori di adrenalina. Infatti, la somministrazione di adrenalina contrasta efficacemente i meccanismi che provocano le alterazioni di organi e apparati caratteristiche dell'anafilassi, purché il farmaco sia somministrato tempestivamente e nella giusta dose. Proprio la necessità di somministrare l’adrenalina il più tempestivamente possibile, ovunque il quadro si manifesti e senza attendere l’arrivo in ospedale, rende gli autoiniettori dispositivi salvavita. Nelle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale dell’Allergia a questo proposito si legge “La somministrazione tempestiva di adrenalina, definita come iniezione (intramuscolare) precoce, prima dell’arrivo in Pronto Soccorso, riduce significativamente la probabilità di ricovero, rispetto alla stessa somministrazione fatta al Pronto Soccorso”.

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